1945-2005. Oggi come ieri, Resistenza!

Il 25 aprile 2005 è inevitabilmente carico di significato e amaro al contempo. Nell'ultimo anno il centro sociale Pacì Paciana ha subito 2 attentati incendiari e le aggressioni in tutta la Lombardia non si contano più. Ma anche questo 25 aprile gli antifascisti e le antifasciste saranno in piazza, per ribadire ancora che la Resistenza non si ferma.

 
Di seguito il comunicato del centro sociale Pacì Paciana.
 
BERGAMO, 25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2005. OGGI COME IERI, RESISTENZA.
 
Il 60° anniversario della Liberazione si caratterizza per noi quest'anno nell'attualità del significato della Resistenza. La Resistenza oggi simboleggia la difesa della nostra storia, passata presente e futura. Lo stravolgimento della Storia della Resistenza attuato attraverso da un lato la riabilitazione della figura dei fascisti come poveri italiani che agivano in buona fede e dell'altro la costruzione di falsi storici ad hoc che definiscono i partigiani come dei carnefici attraverso la storia delle foibe, altro non serve che a riabilitare vecchi e nuovi fascismi. La fascistizzazione della società che avanza, si fonda in primis sulla costruzione di un senso della patria; da qui il bisogno di dimenticare i fronti, di dimenticare che in Italia la Resistenza è stata anche una guerra civile. Il destino comune della 'patria Italia', che lotta contro un mercato capriccioso per la sua sopravvivenza, serve da giustificazione alla sicurezza militarizza delle città, al crescente controllo sulle nostre vite, alle leggi antidemocratiche che restringono gli spazi di libertà, alle guerre preventive, alla precarietà del lavoro e delle nostre vite, all'arroganza delle politiche economiche neoliberiste. E' in questo quadro che dobbiamo riuscire a riappropriarci della narrazione della nostra storia, anche per intervenire sulla realtà di oggi. La memoria deve essere concepita come un ingranaggio collettivo in cui ciascuno puo' portare se stesso e il proprio racconto. Solo cosi' e' possibile riappropriarsene, costruendola attivamente, coralmente e sottraendola alla mediazione di chi cerca di essere l'unico depositario della memoria.
La condivisione delle proprie esperienze riesce ad animare di nuovo senso l'esperinza stessa nel momento stesso della sua costruzione collettiva, della sua condivisione, del suo confronto con quelle di tutti gli altri.
Diventare soggetti attivi in grado di autorappresentare se stessì e la propria storia vuol dire produrre significato e conflitto. Difendere la nostra memoria ha ancora più senso oggi alla luce del ritorno delle formazioni dell'estrema destra.
L'ultimo anno ha visto un'escalation di violenza contro il centro sociale e i suoi frequentatori: accoltellamenti, pestaggi, incendi.
Impuniti questi gruppi continuano ad agire, come può fare solo chi sa di avere le spalle coperte…
Ma in noi no c'è nessuna paura, tanta rabbia ma anche tanta consapevolezza di ciò che siamo e di dove vogliamo andare, giorno dopo giorno.
Resistiamo oggi e ogni giorno nelle pratiche, nelle parole, nei gesti al razzismo, al fascismo, all'omofobia e al sessismo
Ribelli e resistenti 60 anni fa, ribelli e resistenti oggi
a tutti i partigiani del mondo
 
c.s.a. pacì paciana
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