Spegnamo la Fiamma. Secondo atto..

Verso la metà di maggio 2006, Fiamma Tricolore annuncia un convegno provinciale, per mercoledì 17 dello stesso mese, presso una sala della Circoscrizione 2 del Comune di Bergamo, in largo Rontgen. Poco prima dell'incontro, ignoti incatenano gli ingressi dello stabile che avrebbe dovuto ospitare l'iniziativa. Le pochissime persone giunte per assistere al convegno trovano lo stabile “blindato” e i Vigili del Fuoco, flessibile alla mano, impegnati nel tentativo di rendere nuovamente agibile la struttura. Poche ore dopo, gli autori dell'azione, con la sigla generica antifascisti e antifasciste locali, recapitano una rivendicazione ai quotidiani locali tramite una e-mail, in cui, oltre a spiegare le ragioni del gesto, si chiede l'immediata liberazione dei fratelli e delle sorelle arrestate dopo gli scontri di sabato 11 marzo a Milano.
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Bergamo Resiste. Un bilancio sociale.

Martedì 25 aprile 2006, mentre la manifestazione istituzionale affollava piazza Marconi, le strade del centro cittadino venivano attraversate dalla scorribanda antifascista: un segnale di discontinuità urbana, una presenza scomoda e irriverente, perpendicolare alla trionfale processione di autorità cittadine, partiti di Governo e immancabili sindacati confederati. Una voce fuori dal coro nel silenzio assordante di una città perfetta.
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Antifascismo è attualità

Lunedì 24 aprile la Questura di Bergamo contatta i promotori della Scorribanda Antifascista minacciando prescrizioni qualora la manifestazione non venisse posticipata o modificata nel percorso. Le pressioni della Questura farebbero seguito a loro volta a “sinistre pressioni politiche” nei confronti del Prefetto; evidentemente, dopo la polemica dei giorni precedenti sulle pagine de Il Nuovo Giornale di Bergamo, i promotori della manifestazione istituzionale non intendono tollerare voci fuori dal coro o smagliature durante la ricorrenza, di cui pretendono di essere unici legittimi titolari. Nonostante l'arrogante sortita, la Scorribanda Antifascista attraversa il centro cittadino nei modi e tempi previsti, incrociando la manifestazione istituzionale e comunicando positivamente con essa mediante la “somministrazione” di un ironico test attitudinale.
 
Guarda le foto della Scorribanda Antifascista.
 
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La scorribanda scatena la polemica

Venerdì 21 aprile 2006, Il Nuovo Giornale di Bergamo dedica ampio spazio alla polemica scatenata, internamente alla sinistra, dalla decisione degli ambienti antagonisti bergamaschi di sfilare con una manifestazione alternativa a quella istituzionale. Per Bergamo è la prima volta dalla Liberazione e, a livello nazionale, costituisce una delle pochissime eccezioni. E' particolarmente interessante constatare il fatto che, eccetto gli organizzatori di Bergamo Resiste, nessuno entra nel merito della questione politica sottesa alla celebrazione alternativa.
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Bergamo? Resiste!

Venerdì 21 aprile 2006 avrà inizio il I anniversario alternativo della Liberazione. Si tratta di un progetto inedito, sviluppato intorno ad un'analisi collettiva che ha messo a confronto per la prima volta buona parte delle individualità e realtà cittadine auto-organizzate nella costruzione di 4 giornate antifa, in cui le variegate sensibilità dell'antagonismo sociale intrecceranno i propri percorsi, col proposito di consegnare la memoria della Resistenza all'attualità del presente e, attraverso di essa, rilanciare le lotte di quel futuro che comincia adesso.
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