Agguato nazista a Seriate

La sera di domenica 22 maggio 2005 un skinhead antifascista viene accoltellato in via Dante a Seriate da un gruppo di boneheads. Questa volta il giovane ferito rischia di lasciarci seriamente le penne e la premeditazione dell'attacco non sfugge nemmeno ai quotidiani. Su L'Eco di Bergamo appare però una breve intervista in cui il Questore nega l'evidenza dei fatti, escludendo di trovarsi di fronte a un'escalation di violenza politica e affermando di non disporre di riscontri oggettivi che permettano di collegare i vari episodi. Anche più esplicito il Comandante provinciale dei Carabinieri: «Su quali basi possiamo affermare che si tratta di aggressioni di matrice politica, e non, per esempio, fatti privati, o comunque circoscritti?»
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Il Consiglio si infiamma, il Pacì brucia

La notte di martedì 1 marzo il centro sociale Pacì Paciana viene nuovamente dato alle fiamme. A bruciare sono gli spazi rimasti illesi dall'incendio precedente: lo spazio bunker nel seminterrato e il bar del capannone dei concerti, mentre una bottiglia molotov viene scagliata sul terrazzo dell'infoshop. La dinamica dell'attentato anche questa volta è grave: alcune bombole di gas vengono posizionate in prossimità dei roghi e sulla parte superiore di una di queste, nel piazzale, vengono collocati grossi bulloni e biglie di ferro. Il giorno seguente, alla volante della Digos che si presenta sul posto per accertamenti vengono tagliate le gomme. La tensione è altissima.
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Ennesimo attacco incendiario

La mattina di domenica 6 febbraio 2005 ignoti appiccano fuoco a un'automobile parcheggiata a poca distanza dal centro sociale Pacì Paciana. Nell'abitacolo, in quel momento, è presente un giovane che dorme avvolto in una coperta, che fortunatamente riesce a mettersi in salvo. Il grave episodio arriva solo pochi giorni prima della manifestazione indetta dal centro sociale Pacì Paciana nell'ambito della mobilitazione regionale della Rete Antifascista, contro gli attacchi intolleranti che continuano a verificatasi da mesi in tutta la Lombardia.
 
Guarda la foto dell'automobile incendiata.
 
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Incendi, impunità, connivenze.

Il 22 gennaio L'Eco di Bergamo pubblica un articolo in cui presenta gli sviluppi investigativi dell'indagine sull'attentato incendiario al centro sociale Pacì Paciana. Un titolo a tutta pagina: «ROGO PACÌ PACIANA, SPUNTA LA PISTA INTERNA». La cosa ha dell'incredibile! Il quotidiano è solito raccogliere indicazioni dalla Questura e sostenerne mediaticamente l'attività repressiva, ma questa volta c'è qualcosa di più: siamo di fronte a un vero e proprio depistaggio.
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Attentato incendiario all'O.R.So.

Domenica 9 gennaio 2005 i soliti ignoti incendiano l'Officina della Resistenza Sociale di Milano. Questo centro sociale è un simbolo per l'attività antifa del capoluogo lombardo, e, per questo, paga un prezzo altissimo. Il 16 marzo 2003 Davide “Dax” Cesare, militante antifa vicino all'O.R.So., veniva assassinato a coltellate da tre fascisti, un padre con i suoi due figli. Non sarà l'ultima aggressione verso i militanti dell'O.R.So.. La versione diffusa dai carabinieri sull'incendio del centro sociale milanese parla di un rogo accidentale causato da un corto circuito.
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