La scorribanda scatena la polemica

Venerdì 21 aprile 2006, Il Nuovo Giornale di Bergamo dedica ampio spazio alla polemica scatenata, internamente alla sinistra, dalla decisione degli ambienti antagonisti bergamaschi di sfilare con una manifestazione alternativa a quella istituzionale. Per Bergamo è la prima volta dalla Liberazione e, a livello nazionale, costituisce una delle pochissime eccezioni. E' particolarmente interessante constatare il fatto che, eccetto gli organizzatori di Bergamo Resiste, nessuno entra nel merito della questione politica sottesa alla celebrazione alternativa.
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Caso chiuso?

Mercoledì 29 marzo 2006, dieci boneheads vengono condannati dal Tribunale di Milano per alcuni tra i più gravi episodi di intolleranza verificatisi in Lombardia dalla primavera del 2004. E' l'epilogo di una vicenda che a Bergamo ha lasciato il segno. Ma l'epilogo “penale” di questa vicenda non è un epilogo soddisfacente, non solo perché il carcere non rappresenta in nessun caso la soluzione del problema (quale che esso sia), ma anche perché lascia in sospeso altre e ben più importanti questioni.
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Fine della corsa

Sabato 2 luglio 2005 alcuni boneheads vengono arrestati, tra Bergamo e Milano, nell'ambito di un inchiesta partita dalla Magistratura milanese. Tra i fatti contestati anche gli accoltellamenti avvenuti in Città Alta la notte di sabato 1 agosto e sui Navigli a Milano la settimana seguente. Quanto affermato per mesi da organizzazioni e partiti di sinistra, centri sociali e collettivi antifascisti, viene confermato dai riscontri giudiziari. Possibile che, a Bergamo, per più di un anno, i quotidiani locali non abbiano intuito cosa stesse accadendo? Per quale motivo la Questura di Bergamo per mesi ha finto di non vedere?
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Dalla manifestazione alla convenzione

Dopo la manifestazione del 12 febbraio 2004, L'Eco di Bergamo offre una cassa di risonanza alla polemica politica, i cui toni vengono esasperati oltre ogni attesa, mentre Daniele Belotti, consigliere comunale del Carroccio, invoca le dimissioni dei due assessori che hanno preso parte alla manifestazione e il risarcimento dei danni prodotti durante la stessa “scalando” la cifra corrispondente dallo stipendio dell'Assessore allo Sport Fabio Rustico. A quest'ultimo il quotidiano locale e la Lega Nord - Padania indirizzano una campagna denigratoria indecorosa. Ma il vero obbiettivo è il centro sociale Pacì Paciana e, più nello specifico, la convenzione appena siglata dalla sua assemblea con il Sindaco Bruni. Per il centro destra quella convenzione non sa da fare.. 
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In 3000 contro il fascismo!

Sabato 12 febbraio 2005, a Bergamo, 3000 persone partecipano alla manifestazione indetta dal centro sociale Pacì Paciana, nell'ambito della mobilitazione regionale della Rete Antifascista, in risposta all'escalation di violenza squadrista degli ultimi mesi. La manifestazione ha luogo in un clima teso ed esasperato, soprattutto per il complice disinteresse di stampa e forze di polizia di fronte al proliferare di aggressioni e attentati. Lungo il percorso vengono tracciate sui muri del centro cittadino decine di scritte e sette telecamere del sistema di videosorveglianza comunale vengono danneggiate.
 
Guarda le foto della manifestazione.
 
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