La banda della schiuma contro l'eroe gassatore
La notte tra martedì 24 e mercoledì 25 aprile ignoti riempiono di schiuma la vasca della fontana dedicata all'aviatore fascista Antonio Locatelli, costringendo gli addetti della società A.S.M. a interrompere l'afflusso di acqua. Negli ultimi anni la fontana è stata ripetutamente presa di mira. Per quale motivo? Quello che L'Eco di Bergamo definisce senza pudore “eroe cittadino”, e a cui tutte le forze politiche hanno sempre tributato ogni onore (non ultimo il sindaco di centro-sinistra Roberto Bruni), fu, in realtà, un dirigente di spicco del Partito Nazionale Fascista e il podestà di Bergamo durante la dittatura di Mussolini. Ma soprattutto Locatelli, grande avviatore, ebbe modo di distinguersi nella guerra coloniale in Etiopia, dove l'aviazione fascista scaricò sulle popolazioni inermi la terribile iprite, e dove il regio esercito italiano mise in atto un genocidio ancora oggi pressoché taciuto. Negli anni successivi alla Liberazione, questo fu il primo monumento realizzato dalla nuova democrazia repubblicana: un dato di cui difficilmente si può essere orgogliosi.
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Spegnamo la Fiamma. Secondo atto..
Verso la metà di maggio 2006, Fiamma Tricolore annuncia un convegno provinciale, per mercoledì 17 dello stesso mese, presso una sala della Circoscrizione 2 del Comune di Bergamo, in largo Rontgen. Poco prima dell'incontro, ignoti incatenano gli ingressi dello stabile che avrebbe dovuto ospitare l'iniziativa. Le pochissime persone giunte per assistere al convegno trovano lo stabile “blindato” e i Vigili del Fuoco, flessibile alla mano, impegnati nel tentativo di rendere nuovamente agibile la struttura. Poche ore dopo, gli autori dell'azione, con la sigla generica antifascisti e antifasciste locali, recapitano una rivendicazione ai quotidiani locali tramite una e-mail, in cui, oltre a spiegare le ragioni del gesto, si chiede l'immediata liberazione dei fratelli e delle sorelle arrestate dopo gli scontri di sabato 11 marzo a Milano.
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La beffa dei manifesti sulle foibe
La notte tra il 9 e il 10 febbraio 2006 in Bergamo compaiono alcune centinaia di manifesti sul Giorno del Ricordo, a firma del Sindaco Roberto Bruni. I manifesti costituiscono però un falso, realizzato sulla falsariga del manifesto ufficiale dell’Amministrazione comunale per il Giorno del Ricordo, che nei giorni precedenti era stato affisso in città. Nei manifesti falsi, identici in tutto e per tutto a quelli comunali, viene però sostituita la prima parte del testo, stravolgendone il significato.
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Giusto per rinfrescarvi la memoria..
La mattina di giovedì 10 febbraio 2005 alcuni antifa si presentano presso il piazzale degli Alpini di Bergamo, dove i militanti di Azione Giovani hanno in programma un volantinaggio sulla questione delle Foibe. Il gruppetto è munito di due secchi d'acqua, per “rinfrescare la memoria” ai giovani di Alleanza Nazionale circa l'argomento del volantinaggio, da sempre oggetto di un'interessata falsificazione storica da parte della destra italiana.
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Il Pacì Pacina al Consiglio comunale
Lunedì 8 novembre 2004 un nutrito gruppo di giovani del centro sociale Pacì Paciana si presenta nella sala consigliare del Comune di Bergamo durante una seduta e il sindaco Roberto Bruni decide di riceverne una delegazione immediatamente. Dopo l’incontro il sindaco dirama un comunicato stampa nel quale, esprimendo solidarietà alle vittime delle aggressioni, condanna i preoccupanti episodi di squadrismo avvenuti nell’ultimo periodo.
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