Siamo tutti disertori!

Le celebrazioni del 4 novembre 2006 difficilmente potranno essere dimenticate. Sabato, oltre alla tradizionale parata militare, Bergamo ha visto sfilare per la città la Parata dei Disertori. Inevitabile che l'iniziativa avrebbe infastidito le autorità cittadine che, secondo una prassi consolidata, di fronte alla messa a nudo delle proprie contraddizioni, preferiscono affidare al Questore la risoluzione dei problemi, piuttosto che rispondere politicamente delle proprie scelte. Così già in piazza Marconi, luogo del concentramento, la Questura schierava decine di agenti in tenuta antisommossa che circondavano preventivamente i manifestanti, mentre i solerti agenti della Digos bloccavano il furgone della parata (regolarmente autorizzata) per impedirne l'utilizzo. I fatti intercorsi successivamente costituiscono un esempio eloquente di gestione “democratica” del dissenso, all'italiana..
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Against their war, against their peace..

Il 4 novembre si celebra la vittoria italiana nella I guerra mondiale, una enorme tragedia a cui avrebbero fatto seguito gli eventi più drammatici del XX secolo. Da quel massacro sgorgherà il fiume nero che aprirà la strada al fascismo, il quale ricorrerà alla retorica vittoriosa di quel conflitto per sostenere le proprie bellicose ambizioni. Oggi, celebrare questa "vittoria" è tanto più odioso considerato l'impegno dell'esercito italiano nello scenario di guerra mediorientale. Quest'anno, a Bergamo, contemporaneamente alla parata militare, la città sarà attraversata dalla Parata dei Disertori, un no alla guerra chiaro e inequivocabile.
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