Libere tutti: 10.000 in corteo a Milano
Sabato 17 giugno 2006, oltre 10.000 persone sfilano per le strade di Milano reclamando l'immediata scarcerazione dei fratelli e delle sorelle in carcere da sabato 11 marzo. Antifa Bergamo partecipa alla costruzione dello spezzone dell'Antifa Bloc, con un bilico-infoshop sul quale campeggiano le oramai note “mani rosse” (in realtà comparse anche su altri carri) e dove è possibile rifornirsi di materiale informativo sulla destra radicale e i fatti del marzo precedente. La manifestazione si conclude al carcere di San Vittore, sulle cui mura vengono realizzati diversi graffiti anti-carcerari.
(Continua)
Svastiche arancioni, armi ed esplosivo
Mercoledì 14 giugno 2006 Treviglio si sveglia con i muri del centro cittadino ricoperti di svastiche di colore arancione. Il misterioso autore del raid intollerante viene però scoperto già dal giorno seguente dalla polizia di Treviglio, grazie ad alcuni filmati di alcune telecamere. Il giorno seguente scatta perciò una perquisizione presso l'abitazione del sospettato (che la polizia definisce “persona piuttosto pericolosa” per i suoi precedenti) e quello che gli agenti si trovano di fronte è inquietante e assolutamente inaspettato. In un soppalco dell'appartamento del sospettato vengono ritrovati, oltre a 2 etti di hashish, anche materiale di matrice nazista, un fucile a canne mozze non denunciato, coltelli, materiale esplodente e persino una granata.
(Continua)
Il rebus delle mani rosse
Dal mese di aprile 2006, centinaia di misteriose mani di colore rosso compaiono sui muri di Bergamo. Non è la prima volta che sui muri della città si diffondono codici dal significato enigmatico; è già accaduto con il celebre “052” nel 2002 e con l'invasione delle “®” nel 2005. Anche i quotidiani locali, come da copione, cominciano a interessarsi al rebus delle “mani rosse”, avanzando anche alcune ipotesi, tra cui quella che dietro a questo simbolo si celi un messaggio a favore della scarcerazione degli arrestati e delle arrestate sabato 11 marzo a Milano.
(Continua)
"HipHop Hooligans". A proposito di mani rosse..
Sabato 1 luglio il centro sociale Pacì Paciana organizza una giornata dedicata all'Areosol Art e alla cultura Hip Hop, invitando i writers cittadini a dipingere i muri circostanti il centro sociale e organizzando per la serata il concerto di Kaos One, figura storica della cultura Hip Hop e uno dei primi writer italiani della storia. Con un comunicato gli organizzatori lanciano l'iniziativa e prendono posizione sulla questione “mani rosse”, rivendicando la funzione irrinunciabile dei muri cittadini quale strumento di partecipazione politica orizzontale. Il giorno seguente Il Bergamo pubblica uno speciale sull'iniziativa. L'Eco di Bergamo, invece, tace sull'evento ma riporta la notizia di 3 writers fermati la notte precedente mentre dipingevano una parete in via per Zanica, spiegando come l'intervento delle forze dell'ordine si collochi in una più ampia attività “anti-imbrattatori” condotta dalla Questura di Bergamo nelle ultime settimane e facendo apertamente riferimento alle denunce scattate per le “mani rosse”. Pura casualità?
(Continua)