Libere tutti!
Sono trascorsi quasi tre mesi dai fatti di sabato 11 marzo. Venticinque delle persone fermate quel giorno sono ancora in carcere, senza che vi sia alcuna prova a loro carico, se non la semplice presenza fisica in corso Buenos Aires. Complice la reazione della prima ora del mondo politico, ingigantita in modo spropositato dal clima infuocato della campagna elettorale. Ora, in tutta Italia, si stanno moltiplicando gli episodi di solidarietà e assume sempre più vigore la richiesta di porre fine ad una carcerazione ingiusta e ingiustificata. Numerose personalità del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, si sono già espresse nelle ultime settimane nella medesima direzione. Anche Bergamo, negli ultimi due mesi, sono state numerose le occasioni di solidarietà e sensibilizzazione.
Foto degli striscioni comparsi a Bergamo giovedì 11 maggio.
Sequenza di foto dell'azione sul campanone di Piazza Vecchia.
Foto dello striscione della Curva Nord per Paga.
Liberiamo le nostre vite
E' da più di 3 mesi che il carcere ha inghiottito 25 nostri fratelli e nostre sorelle, colpevoli di essersi opposti alla parata nazista di Fiamma Tricolore, sabato 11 marzo a Milano. Sabato 17 giugno, sempre a Milano, ci sarà una manifestazione nazionale per reclamarne l'immediata liberazione e per denunciare l'assurdità di una carcerazione ingiustificata e di un processo senza prove. Antifa Bergamo aderisce alla mobilitazione, partecipando alla costruzione dell'Antifa Bloc, sigla che raccoglie i diversi gruppi antifa della Lombardia.
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Nome di battaglia Lia
Venerdì 26 maggio 2006, al centro sociale Pacì Paciana, Antifa Bergamo presenta “Nome di battagli Lia”, uno spettacolo teatrale di Renato Sarti. Nel corso della serata anche la personale di ZeroCalcare (fumettistica antagonista), un incontro sulle nuove destre con l'Officina della Resistenza Sociale, Informazione Antifascista e Dove Vado Evado. Porteranno il loro saluto Angelica “Cocca” Casile e Bruno Codenotti.
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Spegnamo la Fiamma. Secondo atto..
Verso la metà di maggio 2006, Fiamma Tricolore annuncia un convegno provinciale, per mercoledì 17 dello stesso mese, presso una sala della Circoscrizione 2 del Comune di Bergamo, in largo Rontgen. Poco prima dell'incontro, ignoti incatenano gli ingressi dello stabile che avrebbe dovuto ospitare l'iniziativa. Le pochissime persone giunte per assistere al convegno trovano lo stabile “blindato” e i Vigili del Fuoco, flessibile alla mano, impegnati nel tentativo di rendere nuovamente agibile la struttura. Poche ore dopo, gli autori dell'azione, con la sigla generica antifascisti e antifasciste locali, recapitano una rivendicazione ai quotidiani locali tramite una e-mail, in cui, oltre a spiegare le ragioni del gesto, si chiede l'immediata liberazione dei fratelli e delle sorelle arrestate dopo gli scontri di sabato 11 marzo a Milano.
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