Caso chiuso?
Mercoledì 29 marzo 2006, dieci boneheads vengono condannati dal Tribunale di Milano per alcuni tra i più gravi episodi di intolleranza verificatisi in Lombardia dalla primavera del 2004. E' l'epilogo di una vicenda che a Bergamo ha lasciato il segno. Ma l'epilogo “penale” di questa vicenda non è un epilogo soddisfacente, non solo perché il carcere non rappresenta in nessun caso la soluzione del problema (quale che esso sia), ma anche perché lascia in sospeso altre e ben più importanti questioni.
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11 marzo, the day after..
Durante la mattinata di sabato 11 marzo 2006 corso Buenos Aires a Milano è teatro di violenti scontri tra le forze dell'ordine e un blocco antifa di circa 300 persone. Da li a poche ore, il Movimento Sociale - Fiamma Tricolore ha in programma la sua marcia nel centro di Milano, autorizzata dalla Questura, con concentramento in Porta Venezia. I disordini nascono proprio dal tentativo del corteo antifa di raggiungere il piazzale, per impedire lo svolgimento della parata nazista. La Questura di Milano è però risoluta a garantire lo svolgimento della manifestazione, nonostante essa si collochi in aperto contrasto con i dettami costituzionali e le leggi vigenti e nonostante siano evidenti le conseguenze..
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Spegniamo la fiamma!
Sabato 11 marzo Fiamma Tricolore ha indetto una manifestazione nazionale a Milano. Questo partito è attualmente alleato con la Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi, il quale, in vista delle elezioni di aprile, ha già accolto nella propria coalizione le principali sigle della destra radicale. Fiamma Tricolore dispone di una base militante molto pericolosa, avendo di fatto raccolto nelle proprie fila il Veneto Fronte Skinheads, legato al circuito nazista Blood & Honour, e Base Autonoma di Roma, assumendo così le sembianze di un inedito “partito naziskin”. Ora vogliono marciare su Milano. Fermiamoli!
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