Incendi, impunità, connivenze.
Il 22 gennaio L'Eco di Bergamo pubblica un articolo in cui presenta gli sviluppi investigativi dell'indagine sull'attentato incendiario al centro sociale Pacì Paciana. Un titolo a tutta pagina: «ROGO PACÌ PACIANA, SPUNTA LA PISTA INTERNA». La cosa ha dell'incredibile! Il quotidiano è solito raccogliere indicazioni dalla Questura e sostenerne mediaticamente l'attività repressiva, ma questa volta c'è qualcosa di più: siamo di fronte a un vero e proprio depistaggio.
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Attentato incendiario all'O.R.So.
Domenica 9 gennaio 2005 i soliti ignoti incendiano l'Officina della Resistenza Sociale di Milano. Questo centro sociale è un simbolo per l'attività antifa del capoluogo lombardo, e, per questo, paga un prezzo altissimo. Il 16 marzo 2003 Davide “Dax” Cesare, militante antifa vicino all'O.R.So., veniva assassinato a coltellate da tre fascisti, un padre con i suoi due figli. Non sarà l'ultima aggressione verso i militanti dell'O.R.So.. La versione diffusa dai carabinieri sull'incendio del centro sociale milanese parla di un rogo accidentale causato da un corto circuito.
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